Alessandro Bonzi blog - Internet e motori di ricerca

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Qualcosa è sbagliato in Apple… qualcosa è giusto in Apple.

Negli ultimi anni il profitto netto generato dalla business unit di iPhone ha raggiunto quasi il 50% di tutto l’utile Apple.

Presentando iPhone, Jobs disse che ad Apple bastava il 5% di un mercato enorme come quello dei Cellulari per cambiare il futuro dell’azienda. A quel tempo Apple aveva già stupito il mondo con l’iPod: con iPhone ha stupito ancora di più.

LA APPLE DI TIM COOK – Apple di Tim Cook ora sta affrontando un “nuovo” mercato. C’è Android e Google che finalmente, dopo eterni tentativi, ha sul mercato qualcosa di decente (via Samsung comunque e non direttamente), ma si continuano a leggere report sempre più confusi su chi lo ha più lungo. A sentire Google, sembra che il marketplace di Google Play vada già meglio di quello di Apple iTunes, ma poi altri report “neutrali” danno dati diversi. Larry Page ha smesso di twittare il numero di attivazioni di Android dopo che da 50 a 500 milioni qualuno gli ha fatto notare che non si devono contare le attivazioni per device (10 ripetute valevano 10) ma per utente (che guarda caso ora è il dato che Google usa per misura Google Play).  E a 10 anni di distanza Google ancora fa soldi solo da un solo e unico modello di business, la Search (90% delle Revenues per il Q2-2012, e il resto del 10% è… Motorola!).

Ma Apple è cambiata. Ora vuole pagare dividenti ai proprio azionisti (urrà, direi!), ha una concorrenza mai vista, ha sostituito Microsoft con Google nella guerra del PC vs Apple, ma la prima sta tornando (forse) e soprattutto Apple continua a mantenere “fede” alla sua politica di prezzi alti a dispetto di un intero mercato di spettatori convinti (ad oggi senza ragione) del contrario.

LE COSE SBAGLIATE DI APPLE – Ma gli spettatori non posso che notare cose “sbagliate”.

BAD 1 – Gli utenti oggi sono testimoni dell’uscita dell’iPad v4 e fino ad un’ora prima a nessuno veniva bloccata la vendita dell’iPad v3 ora fuori listino e Apple nemmeno parla di un “rebate” o un coupon code per questi ignari (e vittime) acquirenti; traditi aggiungerei.

BAD 2 – C’è un Safari 6.0.1 sul MacOS (con molti problemi e un Web Inspector peggiorato) e su iOS ancora non si vede; su iOS c’è ancora la versione in cui la URL bar non fa le ricerche e dell’update non si vede nulla (Apple testarda).

BAD 3 – Le Mappe di Apple? Per fortuna c’erano Applicazioni esterne per girare e trovare i Negozi a New York City. Le Google Maps via Web? Impossibili da usare e frustranti. Ma devono essere per forza solo questi 2 player a fare le cose?

BAD 4 – Viene annunciato un iMac, ma acquistabile solo tra 2 o 3 mesi, intanto annunciano specifiche, ma il prodotto “non s’ha da fare”, poichè prima han bisogno di produrre più iPad e iPhone.

Già, a proposito di iPhones e iPad.

Bastano 35 ore per mandare in “2 to 4 weeks” di attesa la disponibilità dell’iPad Mini 16GB. Il messaggio sembra “li hanno venduti tutti, che bravi”, ma qualcuno legge “ne hanno prodotti pochi”, mentre gli analisti capiscono che significa “non siete in gradi di produrre più di così”.

BAD 4 – E sembra proprio che gli analisti abbiano ragione. Al Q4 e Q3 del 2011 e al Q2 e Q3 del 2012 Apple lamenta un problema di “unità consegnabili”. Ne fan poche o si sono affidati troppo alla taiwanese Foxcomm e alle sue fabbriche in Cina? Perchè non ci credo che li vendano tutti e che siano contenti visto che in borsa, ogni volta, vengono invece castigati. E le fabbriche annunciate in Brasile avranno effetto per il 2013.

BAD 5 – Ma è peggio, se andate all’Apple Store più prestigioso in USA, quello in 5th Av. a New York City, scoprirete che negli ultimi 7 giorni non ci sono iPhone 5 da acquistare perchè… esauriti! ma nemmeno i nuovi iPod, in arrivo, e del mini Mac, bè, o arrivate 2 giorni dopo l’annuncio o non ne trovate. Ah, ovviamente trovate gli iPad 3 fino a 1 minuto dall’uscita del 4, quelli non si trattengono dal venderveli.

BAD 6 – Nello stesso momento in cui tutti questi aspetti si accavallano, Apple aumenta il prezzo minimo delle Apps da 0,79 a 0,89€. Immagino non ci sia un “declino” di acquisti nelle Apps più economiche e certo questa manovra porterà in Apple un aumento dal 3 al 5% delle revenues dalle Apps. E’ una manovra che tenta di arginare la situazione dei prossimi Quarter o era prevista da tempo?

Qualcosa di giusto in Apple, sono i Numeri. Date un occhio ad un pò di numeri sulle Apps.

Source: Fortune/CNN Reports, Dismito, Google and Apple Keynotes

  • Year 2010 Apps disponibili, Apple:Google rapporto 6:1
  • Year 2011 Apps disponibili, Apple:Google rapporto 8:1
  • 2011: circa il 15% delle Apps Apple scaricate sono a pagamento; dal 11,6% del 2010;
  • 2011: se in italia le top 50 vengono scaricate 2000 volte, in USA le top 50 sono scaricate 25,000 volte.
  • 2011: il costo medio per Apps è di 1,06€;
  • 2012: Apple ha dato ad oggi 6,5b$ agli sviluppatori; Google molto meno di 1b$;
  • Q3 2012: Apple fattura 1,8b di dollari a Quarter dalle Apps.

Insomma, benché non stia succedendo nessuna delle catastrofi augurate dagli Androidiani (anzi, lato loro la frammentazione dell’OS sta peggiorando a discapito di qualità, revenues e solidità delle apps), visto uno Store di Amazon semi deserto (e quando esce qualcosa, c’è già per Apple) e quello di Microsoft peggio del deserto del Gobi, se non fosse per gli stupendi MacBook Pro sul mercato, un ottimo Mini Mac e un iPad mini molto attraente, l’hype che circonda Apple non può fare altro che metterla sempre più in difficoltà. Il mercato è stato abituato alle “rivoluzioni” dell’iPod, di iPhone e anche di iPad aggiungerei che ora si aspetta davvero tanto da Apple.

E allora per i prossimi mesi, che parlino le Net Revenue! e che si sveglino a spostare la produzione fuori dalla Cina! E poi siamo pronti per la prossima Next Big Thing.

Per ora da Google e Microsoft non arriva nulla di nuovo, su questo siamo tranquilli 🙂 Anzi forse più cookie e tracking di quello che facciamo su Internet.

 

 

Android: Donut, Chesscake, hamburgar che sia, il biz di google è… ancora la search!

Android 1.5 è stato presentato da Google e ora la sfida con iPhone e Windows Mobile è ufficialmente lanciata. Secondo Google ci sono il triplo di utenti di cellulari al mondo (3,2 miliardi) rispetto agli utenti Internet.

google-android

Benchè la previsione di vendita dei cellulari che utilizzano Android (i cosiddetti gPhone) è stata parecchio conservativa (8 milioni di gphone previsti nel 2009 contro i 23,9 di Apple iPhone), le news dell’annuncio riportano il dato percentuale di crescita (900% di gphone rispetto al 70% di Apple iPhone), dimenticando che gphone parte da zero e che da zero a 9 unità vendute è già un +900%.

 

DONUT, CHESSCAKE, HAMBURGAR CHE SIA, IL BIZ DI ANDROID E’ NELLA SEARCH – Ma Google prepara già la sua battaglia successiva. Con la stessa partita, Android 2.0 “Donut” può supportare schermi video molto più ampi e compatibili con i 10″ pollici, ad esempio, dei netbook.

E’ chiaro che più device Google possieda e più utenti utilizzeranno le applicazioni Google e tra tutte, la Search, l’unica che ad oggi è la fonte di revenue per il colosso di Mountain View.

Che sia un gphone o un netbook, gmail, calendar, google maps, voice search, web search, tutte quante per Google dovranno e vorranno solo far fare click sui risultati di ricerca, locali si spera. Per questo Google sta investendo parecchio per espandere le proprie attività sulla Local Search (quella che, ad esempio, in Milano vi permette di trovare luoghi e destinazioni commerciali vicino a voi). Per Google le revenues del 2008 sono state del 97% provenienti dalla Search a pagamento (e il 3% è licenza di tecnologia e server).

 

APPLE ITUNES LEADER NEL DOWNLOAD A PAGAMENTO – Quando si guarda Apple invece, si scopre che iTunes è stata la startup più veloce al mondo a rientrare a break even (già nel 2007 1,9bn$ al 30% di margine, dati Billboard US e 4 miliardi di canzoni vendute), potersi pagare lo sviluppo di iApps, lo store online delle applicazioni per iPhone, distribuire musica e applicazioni in cloud computing e diventare il numero 1 al mondo in fatto di applicazioni vendute per telefonini. Non da meno, è il negozio di musica più redditizzio al mondo, più di Amazon o di qualsiasi prodotto Microsoft, Zune compreso.

Insomma, Apple fa già soldi dal solo iPhone e iTunes ha già sfornato più di un miliardo di applicazioni, di cui un 15% pagate, soldi per Apple, ma anche soldi per gli sviluppatori.

 

IL SUCCESSO DIPENDE DAL RAPPORTO CON GLI SVILUPPATORI – Sono gli stessi sviluppatori che commentano il successo di iTunes e di iPhone annunciando di “fare finalmente soldi” da una applicazione per cellulari, dopo numerosi tentativi falliti per Symbian o RIM. Non a caso iTunes sforna applicazioni nuove ogni giorno, ci sono i titoli più famosi di ogni casa, Electronics Arts, Namco, Filemaker, etc mentre Android.com sembra una pagina “under construction” senza applicazioni in vendita.

Insomma, il successo di iPhone non è solo nell’avere rivoluzionato la piattaforma dei mobile, ma di avere re-inventato il successo sulla disponibilità e facilità di installazione e sviluppo di applicazioni gratuite e commerciali. Apple ha consolidato il rapporto con i developers in questi anni, grazie alla rivoluzione Intel/Unix di MacOS da essere stata definita “una buona iniziativa” da parte di Ballmer stesso.

Vi ricordate quando iPhone fu introdotto, Nokia tentò di dissuaderne l’acquisto mostrando i problemi d’utilizzo della tastiera virtuale del prodotto di Apple? Bè, sappiate che quella, in grado di seguire la rotazione del telefonino, è una delle feature di “punta” di Android 1.5 di Google.

 

LA QUALITà ALLA BASE DEL PIACERE D’UTILIZZO – Infine, c’è un dettaglio di qualità su cui vale la pena spendere due parole. Il prodotto di Apple e le patent che lo proteggono permetto all’iPhone di avere dettagli e animazioni “fisiche” piacevoli. Ad esempio, le applicazioni si aprono con un effetto zoom (e nello stesso modo si chiudono), le pagine alla fine di una sequenza sbattono contro al margine del telefonino se si tenta di farle passare alla pagina successiva, le foto letteralmente “volano” nel cestino o nella posta se spostate e le icone sono tutte ombreggiate e perfettamente disegnate. E’ uno stile che Apple porta con sè da sempre; Android è il prodotto che invece nasce su carattere cosmopolita, meno dettagliato, ma più aperto, ma per questo gli manca un tocco di classe e di piacevole usability.

Apple controlla la qualità del prodotto con rigide regole di programmazione e distribuzione. Una delle questioni per cui le applicazioni Apple non possono produrre processi in background è per evitare che una applicazione programmata male produca un processo zombie che rimanga appeso e consumi calcolo macchina e pertanto vi faccia durare un iPhone metà delle ore. A chi dareste la colpa se il vostro iPhone facesse metà della durata di quanto scritto nelle specifiche? Ad Apple sicuramente. Per questo Apple vuole maniacalmente controllare lo sviluppo del suo device. Qualità significa successo. 

Se Android, che è basato su Linux 2.6, diventerà un open source oppure sarà dato in licenza a più case, per Google il controllo della qualità sarà uno dei problemi più grandi. E’ vero che le applicazioni di Google sono fatte da Google e lo sviluppo delle specifiche di Android è anche controllato dal consorzio creato da Google chiamato The Open Handset Alliance, ma dare Android a Sony Ericsson, Motorola, HTC, significa permette lo sviluppo da terzi e da terzi di terzi e generalmente i consorzi permettono l’adozione di standard ma non il controllo della qualità dello sviluppo. Dopo quanti mesi il vostro Windows sembra andare metà della velocità del primo giorno? Se succedesse questo anche per Android, non ci sarà battaglia.

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Social Network di oggi e di domani. I social network sono tanti noi stessi re-incarnati in forme diverse. Sono tanti autentici noi stessi, giornalisti, esperti di prodotti e semplicemente noi, ma in vacanza, al mare e in discoteca. Leggi di Second Life, Lively, Parallel Kingdom e di quanti social network dobbiamo aspettarci un domani.
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