Alessandro Bonzi blog - Internet e motori di ricerca

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Videogiochi: ONLINE +22%, RETAIL -23% nel 2008

Se i videogiochi RETAIL, quelli in scatola da Mediaworld tanto per dire, nel 2008 hanno perso il 23% delle vendite, al contrario i giochi on-line sono cresciuti il 22%, quasi la stessa percentuale come se questi ultimi si fossero mangiati parte del RETAIL.

GAMING ONLINE + 22% — Con 1,4 miliardi di dollari di revenue nel 2008, World of Warcraft con 11,5 milioni di abbonati è il leader della categoria, seguito da ben 220 titoli.

Ecco i primi 10 del 2008.

1) World of Warcraft
2) Club Penguin
3) RuneScape
4) Eve Online
5) Final Fantasy XI
6) The Lord of the Rings Online
7) Dofus
8) Age of Conan
9) City of Heroes
10) EverQuest II

onlive logo

DISTRIBUZIONI DIGITALI IN ARRIVO – Che la parola RETAIL non piaccia molto ultimamente alle case di videogiochi è evidente anche dalle parole di Steve Perlman, nato tra le mura di Apple nel lontano 1990, ora annuncia con Mike McGarvey, CEO della Eidos — quelli di Tomb Raider e Age of Conan –, una modalità di download in streaming per videogiochi, chiamata OnLive.

OnLive potrebbe distribuire giochi RETAIL di Electronic Arts, Ubisoft, Take-Two, Warner Bros. Interactive, THQ, Epic Games, Eidos, Atari Interactive e Codemasters via Internet, senza scaricare migliaia di byte per iniziare a giocare.

RETAIL è la parola “cattiva”, non piace più perchè online si stanno formando realtà che dimostrano di fare (più) soldi senza stampare e distribuire una scatola e un manuale. 

Ma che OnLive sarà un successo è troppo presto per dirlo, intanto Electronic Arts stessa si prepara ad un suo proprio servizio di download e così Blizzard Vivendi con l’arrivo di Stracraft sta potenziando il suo Battle.net, il sistema in cui gli utenti si incontrano online in tutto il mondo e possono anche fare shopping o download dei giochi.

SONY MICROSOFT E NINTENDO CHE FANNO? – Sony, Microsoft e Nintendo intanto stanno a guardare. E’ normale, non piacciano mai le partenze sbagliate da parte loro, ma certo non stanno inattivi e se i sistemi funzionano e sono troppo in ritardo, corrono a comprare tecnologia di altri.

Nintendo inoltre pare che invece il RETAIL lo adori. La WII continua a trionfare ogni mese con un numero di console vendute impareggiabile. Solo a Febbraio 2009, in US vende 750,000 unità, Xbox 391,000 unità e la PS3 con 276,000.

Titolo / Produttore / Unità* 
1) Wii Fit w/ Balance Board (Wii) / Nintendo / 644,000
2) Street Fighter IV (360) / Capcom / 446,000
3) Street Fighter IV (PS3) / Capcom / 403,000
4) Wii Play w/ Remote (Wii) / Nintendo / 386,000
5) Killzone 2 (PS3) / Sony / 323,000
6) Mario Kart Wii with Wheel (Wii) / Nintendo / 263,000
7) Call of Duty: World at War (360) / Activision Blizzard / 193,000
8) Mario Kart DS (DS) / Nintendo / 145,000
9) New Super Mario Bros. (DS) / Nintendo / 144,000
10) Guitar Hero World Tour (Wii) / Activision Blizzard / 136,000

E la crisi? Niente da fare, aveva ragione Electronic Arts sulla crisi e i videogames, a Febbraio le vendite rispetto a Gennaio 2009 sono state del +10%

Electronic Arts: 2 milioni di copie vendute per Spore, troppo poco.

Mentre Blizzard, ad una settimana dall’uscita dell’espansione di Warcraft, annuncia di avere 11 milioni di abbonati che giocano ogni mese a World of Warcraft in tutto il mondo, Electronic Arts annuncia di volere licenziare 540 dei propri dipendenti a seguito di un anno che ha portato EA da $61 dollari ad azione a $27 di Venerdi’.


PERDITE MAGGIORI DEL TAGLIO ANNUNCIATO – Ma il taglio e’ ben lontano dal rimettere i 310 milioni di dollari di perdita dell’ultimo Quarter, una perdita che EA attribuisce non solo al mercato, ma anche al fatto che i videogiochi prodotti nell’ultimo periodo stanno generando una margine minore, e aggiunge che gli investimenti fatti dall’azienda per produrre qualita’ e migliorare il metodo di lavoro produrranno effetti solo nel medio-lungo periodo e non subito.

Poco tempo fa, erano gli stessi attori dell’industria del gaming a raccontare agli azionisti che la crisi avrebbe (forse) portato la gente a spendere meno fuori casa e a stare di piu’ a casa a spendere pertanto maggiormente per l’entertainment spiccio, i dvd e i videogiochi.

2 MILIONI DI COPIE VENDUTE PER SPORE – Eppure EA riporta di avere venduto molto meno ad Ottobre, elencando, tra gli altri, solo 2 milioni di copie vendute fino ad oggi per Spore, uno dei principali titoli di quest’anno per EA, insieme a Madden e Fifa 2009.

Eppure il gioco Spore ha un giocabilita’ molto corta, una curva di gioco per tutti, ma annoia velocemente per via della confusa giocabilita’ una volta che si giunge alla fase definitiva dell’evoluzione nel gioco e inizia la colonizzazione spaziale.

MEDIO-LUNGO PERIODO PER GLI INVESTIMENTI DI EA – Il CEO di EA, John Riccitiello, dice che nel medio-lungo periodo la crescita sara’ a doppie cifre per il settore e sottolinea come l’aumento dell’uso di ADSL in casa della gente fara’ crescere l’utilizzo dei giochi e delle console in casa e dei servizi online.

E’ la stessa Electronic Arts a puntare per prima infatti sull’online. Lo disse anche quasi un anno fa con l’intendo di annunciare una rivoluzione del modo di produrre revenues, sempre di più dall’online, advertising e distribution che sia. Eppure gli azionisti non gli danno fiducia e per di piu’ sono infastiditi da questi annunci ripetitivi di un ritorno sugli investimenti sul lungo periodo. Gli azionisti vogliono ritornare prima, sono troppi anni che aspettano. Per questo EA paga la sfiducia e crolla a 27$.

AZIONISTI SCOCCIATI DALLE PROMESSE – Agli azionisti non piace che EA stia spendendo soldi per costruire nuove reti di distribuzioni; 150$ milioni sono andati per creare un sistema di distribuzione digitale online come quello della Valve (Steam) che ha gia’  distribuito fino ad oggi 480 giochi commerciali e milioni di download in tutto il mondo senza utilizzare costosi metodi tradizionali di vendita in box o in negozio.

Non piacciono nemmeno i costosi accordi fatti con MTV e Harmonix per i diritti delle canzoni dei Beatles, benchè il genere Karaoke con Rock Band stia avendo discreti successi, sembra troppo pagare per delle canzoni che forse piacciono meno e costano di più.

Non piace nemmeno che come causa dei margini ridotti si punti il dito al ritardo del rilascio di giochi eccellenti, come Battlefield Heroes e Harry Potter, quest’ultimo per doversi allineare con i tempi di rilascio dell’industria del cinema.

Lucasarts verso il fee-based online gaming con Star Wars

Sith o Jedi? So gia’ che molti di voi vogliono stare dalla parte malvagia dei Sith!

3500 anni prima di Luke Skywalker, oggi la californiana Lucasarts (quelli di Star Wars, di Monkey Island) e la canadese BioWare (quelli di Baldur’s Gate e Mass Effect) annunciano “Star Wars: The Old Republic” un gioco di ruolo online in tempo reale basato ovviamente sulla storia di Guerre Stellari.

LA STORIA FA LA DIFFERENZA – E’ proprio il co-fondatore di BioWare, societa’ di Electronic Arts, Ray Muzyka a sottolineare che a differenza di tutti i giochi di ruolo online oggi disponibili – come World of Warcraft o Warhammer – e’ proprio la storia a fare la differenza in questo gioco. L’interazione tra giocatore e storia sara’ molto piu’ evidente e coinvolgente e, sempre secondo Muzyka, non si svolgeranno missioni senza saperne il motivo.

Le poche immagini mostrano i tipici paesaggi alla Guerre Stellari con Jedi che combatto e Spade Laser che si scontrano. Pochi i dettagli e nessuna data di rilascio.

FEE BASED ONLINE GAME – Sul modello del successo di Blizzard-VIvendi, World of Warcraft, anche Star Wars The Old Republic sara’ un gioco on-line a pagamento mensile. Si potra’ scegliere di essere i buoni Jedi oppure i cattivi Sith (anche se un Sith buono potra’ esistere comunque), di giocare con migliaia di altre persone contemporaneamente e di avere un proprio compagno, come e’ stato Chewbacca per Han Solo.

Con l’arrivo di Lich King di Blizzard e sempre piu’ segnali positivi dall’online gaming (si parla di un 10% delle revenues del settore – ovvero 1,1 miliardi di dollari per il 2008 per l’intero settore on-line, Asia compresa), e’ ora che Lucasarts si giochi il suo prodotto piu’ prestigioso per entrare in questa “arena”. 

Personalmente dalle immagini rilasciate vedo pochi dettagli degli ambienti del gioco; visto che sono dei mondi virtuali, spesso gli utenti si aspettano veramente di interagire con qualunque cosa, oggetti e ambienti e non solo di fare missioni o crescere il proprio personaggio.

Tanto lavoro da fare e molti fan ansiosi di vivere personalmente le scene fino ad oggi viste solo nei film.

E’ LA RINASCITA DI LUCASARTS? – Lucasarts, un’etichetta prestigiosa di Lucasfilm Ltd. di George Lucas, annuncio’ l’anno scorso una ristrutturazione a seguito di alcuni anni di poco successo e di progetti mediocri. Dopo tale cambiamento, Lucasarts annuncio’ di volersi focalizzare su pochi titoli, ma di estremo e longevo valore. Dopo il recentissimo e ottimo Star War Il – Potere della Forza, primo titolo della “rinascita”, oggi entra nel lucrativo mondo della paid subscription insieme a BioWare, societa’ capace di produrre elevata qualita’ il cui Mass Effect, gioco di fantascienza pubblicato da Microsoft, e’ finito sul tavolo del produttore Avi Arad, ex CEO di Marvel.